martedì 19 febbraio 2013

Ancora su Strabick


In questo periodo ho fatto un po' di cose.
Ho dato esami accademici, ho fatto disegni su disegni, ho letto nuovi libri e scoperto nuovi fumetti (Hellboy è l'ultimo della serie e mi sta piacendo un botto!).
Ricorderete senz'altro l'avventura a fumetti dell'ispettore Strabick a cui stavo lavorando fino a qualche mese fa. Dopo aver ultimato la prima parte, iniziai a lavorare alla seconda ed ultima, ma poi il mio tempo si è drasticamente ridotto con l'inizio dei corsi accademici.
Che poi, non è che fosse in realtà una vera e propria questione di tempo, ma di ritmo. Mezza giornata in laboratorio, pasti fuori orario, rientri che variano da un giorno all'altro e mente orientata verso altri progetti relativi al circuito artistico (o accademico, per essere più precisi)... insomma, mi è stato impossibile riprendere seriamente il buon Strabick, che è pian piano scivolato fuori dal mio cervellino.
Ma non ho mai avuto intenzione di abbandonarlo, giuro!
Non potevo manco portarlo sull'autostrada, non avendo la patente. E nessuno era disposto a darmi un passaggio per abbandonare un ispettore di polizia al suo destino, magari legandogli il collo (quale collo?!) ad un collare e lasciandolo con l'estremità del guinzaglio saldamente fissata ad un guard rail.
Insomma, a parte tutte le difficoltà che avrei comunque avuto nell'abbandonarlo, non ci ho mai pensato!
Avevo intenzioni serie con lui e ce le ho ancora, quindi aspettavo solo il momento di potermi rimettere al lavoro.
Il caso ha voluto che il buon Teo (e chi è? Fatti miei!) mi linkasse, lo scorso venerdì, un interessante concorso per esordienti a cui intende partecipare. Al che, mi son detto: 'Ci siamo, è un segno del cielo! Devo ritornare a Babbeopoli e far chiudere il caso a Strabick!'.
Oddio, ammetto che, visto il personaggio, il segno dal cielo che mi sarei aspettato era una cagata di gabbiano, magari mentre rincasavo da studio, visto che sono vicinissimo al porto e me ne volano sulla testa tantissimi... ma, in un certo senso, anche il buon Teo può definirsi metaforicamente un gabbiano.
Anche se non ha il naso a becco... non veste di bianco... e vive in una città in cui non c'è il mare. Ma chissà se mangia pesce...
Comunque, da ieri mi sono rimesso all'opera!
Ma non mi sono buttato a capofitto sulla seconda parte, no. Ho rivisto la prima, mi sono segnato tutte le vignette e i disegni che, col senno di poi, ritenevo mal riusciti al limite del disgustoso e li ho rifatti.
Dopo due giorni di lavoro, posso dire che, finalmente, la prima parte può dirsi conclusa adesso.

Ora mi metterò al lavoro sulla seconda e, cascasse il mondo, tempo un paio di mesi (sono realista, ok?) e finirò quella storia!!!

Intanto beccatevi questa bella illustrazione (che finirà nel volume!) che sancisce il mio ritorno al lavoro sull'ufficiale di polizia più gnocco dei fumetti!


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